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Il mio sito non appare su Google: perché succede e cosa fare davvero (senza ricette magiche)

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In molti articoli ripeto questo concetto, ma forse non è mai abbastanza: il giorno in cui finisci di creare il tuo sito non è il traguardo, è l’inizio.
Hai costruito uno spazio online che ti rappresenta, un angolo di identità, una pagina di te. Lo hai reso pubblico.
E poi? Niente. Quindi finisci per andare su Google e, con un po’ di frustrazione nelle dita, scrivere: “Il mio sito non appare su Google“.
L’errore è pensare che avere un sito equivalga automaticamente a essere trovati.
Non funziona così.
E non è necessariamente colpa tua: è proprio la natura del web.
Internet è diventata un oceano di rumore. Milioni di pagine nuove ogni giorno, tutte in cerca dello stesso gesto: uno sguardo, un click, un visitatore. E nessuno è lì ad aspettarti. Né Google, né gli utenti, né l’algoritmo.
Questo non è motivo per scoraggiarsi. È solo il punto da cui partire.
TL;DR (in breve)
Un sito nuovo non appare su Google perché non ha ancora reputazione e traffico. Prima di tutto verifica l’indicizzazione (site:tuodominio.com) e configura Search Console e sitemap. Poi porta persone reali sul sito: contenuti utili, condivisioni mirate, presenza nelle comunità giuste. Il traffico organico non è un punto di partenza, ma la conseguenza di tempo, coerenza e relazioni.
Indice dei contenuti
Perché molte attività online muoiono sul nascere
Succede più spesso di quanto si pensi.
Un progetto nasce con entusiasmo: identità, grafica, testi, magari anche un’idea precisa di cosa offrire. Si pubblica, si condivide una volta, e poi si aspetta.
Aspettare. È qui che tutto si spegne. Cala l’entusiasmo, la tensione positiva iniziale si trasforma in paralisi.
Ho visto molte storie simili. Ne ho trovata una interessante in questa discussione su Reddit:
10 App create 3 euro
La dinamica è quasi sempre identica:
- Si crea qualcosa.
- Lo si mette online.
- Si spera che qualcuno lo trovi.
E quando nessuno arriva, si cercano spiegazioni rapide, ci si convince di non essere all’altezza, si rallenta, si smette, si lascia morire lentamente qualcosa che poteva crescere.
Il problema non è la qualità del sito, o dell’App, poco cambia.
Il problema è l’aspettativa.
Google non è lì per premiare chi crea siti
Quando cerchi “il mio sito non appare su Google”, la delusione che senti viene da un equivoco molto umano:
ho costruito qualcosa, quindi quel qualcosa dovrebbe essere visto.
Ma Google non funziona come un’esposizione.
Google esiste per chi cerca, non per chi pubblica.
E chi cerca vuole:
- risposte immediatamente utili
- contenuti affidabili
- riferimenti già riconosciuti
- qualcuno di cui fidarsi
Tu sei nuovo.
Non sei ancora riconoscibile.
Non hai una storia sul web.
Google non sa ancora se può fidarsi di te.
E non può saperlo solo perché hai cliccato “pubblica”.
Prova a guardarti da fuori
So che non è facile.
Ma prova a farlo per un attimo.
Togli dal tuo sito tutto ciò che ti rende affettivamente legato:
il logo scelto con cura, le foto che ti rappresentano, la grafica, l’idea che ti emoziona.
Guarda solo l’essenza:
- Cosa stai dicendo?
- A chi?
- Perché qualcuno dovrebbe scegliere te invece di chi c’è già?
Ora fai la domanda chiave:
Se tu fossi Google, metteresti questo sito tra i primi risultati?
Se la risposta è “non ancora”, non significa che il tuo sito non abbia valore.
Significa solo che non è il momento di essere trovato così.
Il tempo non è un ostacolo: è il materiale con cui si costruisce autorevolezza.
Ok, ma allora come si inizia a farsi trovare?
Non esiste una scorciatoia, ma esiste una strada.
Ed è più concreta di quanto sembri.
Si inizia portando persone reali sul sito, anche poche, anche una alla volta:
- raccontando ciò che fai a voce, nelle relazioni
- condividendo il progetto dove ha senso, non ovunque
- entrando in conversazione con le comunità che già esistono
- creando contenuti che rispondono a domande specifiche, non a grandi temi generici
Tutto questo va fatto senza finire per essere etichettati come Spam. Quindi, entri in una comunità, contribuisci, diventi riconosciuto, e solo dopo arriva il tuo sito, con delicatezza, senza esagerare, solo quando serve.
È nelle prime visite, lentamente, che Google inizia a vedere il tuo sito come vivo.
Non perfetto, non grande, ma vivo.
E un sito vivo cresce.
Quando invece il problema è tecnico (e non di crescita)
Ci sono casi in cui il sito non appare su Google semplicemente perché non è ancora stato letto.
Capita soprattutto con siti nuovi.
Per capire se è il tuo caso, fai una cosa molto semplice e molto concreta:
Vai su Google e scrivi:
site:tuodominio.com
- Se non compare nulla, Google non ha ancora indicizzato il tuo sito.
- Se compaiono alcune pagine e altre no, Google ha iniziato ma non ha completato la scansione.
A quel punto ha senso verificare:
- che Search Console sia attiva.
- che la sitemap sia stata inviata
- che il file robots.txt non blocchi l’accesso, usa questo strumento per capire se Google ha libero accesso al tuo sito.
- che il sito sia effettivamente raggiungibile e navigabile in HTTPS
- che il dominio non sia troppo nuovo per avere ancora reputazione
Queste non sono “tecnicità”: sono il modo in cui Google vede il sito che hai costruito.
Il traffico organico è un risultato, non un punto di partenza
Tutti desiderano arrivarci: utenti che arrivano da soli, già in target, già interessati.
È il sogno di ogni attività digitale.
Ma è un risultato che arriva dopo:
- contenuto utile
- tempo
- relazioni
- coerenza
- e ripetizione
Non è un regalo.
È una conseguenza.
Non lo si merita solo perché si esiste, ci si arriva con lavoro costante e perseveranza.
In conclusione: non scoraggiarti, ma non aspettare
Se il tuo sito oggi non appare su Google, non significa che non abbia valore.
Significa che sta chiedendo di essere nutrito.
Di essere portato fuori.
Di essere vissuto.
Un sito cresce quando chi lo ha creato continua a crederci anche quando nessuno lo vede ancora.
Questa è la parte difficile.
Ed è anche la parte più viva.
FAQ: domande frequenti
1 – Quanto tempo ci vuole perché un sito appaia su Google?
Da pochi giorni a diverse settimane. I siti nuovi non hanno ancora reputazione e Google li indicizza gradualmente. Se dopo 30–45 giorni non appare nulla, devi verificare la configurazione di Search Console e la presenza di eventuali blocchi.
2 – Come capisco se Google ha indicizzato il mio sito?
Cerca su Google: site:tuodominio.com
Se compaiono pagine, l’indicizzazione è iniziata. Se non compare nulla, Google non ha ancora letto il sito o è bloccato (magari una configurazione errata del file robots.txt, o hai dimenticato di rimuovere in noindex dal tuo sito dopo la pubblicazione).
3 – Se pubblico più articoli Google mi indicizza più velocemente?
Non automaticamente. Pubblicare contenuti utili e coerenti aiuta. Ma senza visite reali, relazioni e una minima autorità, il solo volume di contenuti non cambia il risultato. Quindi certamente devi avere contenuti per la soddisfazione dell’utente, ma lavorare solo su quelli non ti darà visibilità.
4 – Devo fare link building?
Non subito. Ha senso solo quando il sito ha una base di contenuti utile e riconoscibile. Prima vengono: indicizzazione corretta, contenuti orientati a domande reali e primi segnali di traffico organico o relazionale. Fare link building troppo presto può suggerire a Google la volontà di alterare l’algoritmo.
Se vuoi, posso darti una mano da qui in avanti:
A) Possiamo guardare insieme il tuo sito da fuori, come lo vede Google, senza affetto e senza illusioni.
Oppure
B) Possiamo costruire una piccola strategia editoriale di 4–6 settimane, chiara, sostenibile, già agganciata a keyword reali.
E se non hai ancora configurato Search Console, è da lì che ha senso partire: è il primo passo per dare al tuo sito una voce chiara e comprensibile agli occhi di Google.
Possiamo farlo insieme durante una consulenza di un’ora: così mettiamo in ordine le basi e creiamo le condizioni per un’analisi reale e precisa del sito.
L’importante è non rimanere in attesa.
Un sito che viene seguito cresce.
Un sito che aspetta, lentamente, si spegne.
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