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Perché la tua landing page non converte (11 punti da analizzare)

Photo by Hal Gatewood on Unsplash
Negli anni, lavorando su decine di siti WordPress per clienti diversi, ho notato un pattern ricorrente: il prodotto è valido, le ads funzionano… eppure la landing page non converte. Ho visto le stesse situazioni ripetersi più e più volte, e spesso identificare la causa è più facile di quanto sembri a prima vista.
TL;DR – Perché la tua landing page non converte e come migliorarla
- Tema leggero: landing veloce, senza header/footer inutili.
- Performance: evita animazioni, slider e plugin superflui.
- CTA chiara: un’azione principale ben visibile, eventualmente secondaria meno pressante, distribuita lungo la pagina.
- Contenuto efficace: problema → soluzione → beneficio → prova → CTA; mostra il valore per l’utente più che i dettagli tecnici.
- Social proof: recensioni, testimonianze, case history aumentano fiducia.
- Design leggibile: font chiari, paragrafi brevi, spazi bianchi.
- Mobile first: layout adattato, pulsanti cliccabili, immagini leggere.
- Copywriting centrato sulla persona: parla al tuo pubblico, non a te stesso; considera bisogni, dubbi e obiettivi.
- Urgenza e scarsità credibili: offerte a tempo o posti limitati, senza artifici che minano la fiducia.
- Fiducia e sicurezza: certificati SSL, badge di pagamento sicuro, politiche chiare.
- Testa sempre: verifica che tutto funzioni (form, link, plugin, aggiornamenti). Anche piccoli errori tecnici fanno perdere fiducia e conversioni.
Analisi e ottimizzazione: usa dati reali, test A/B e heatmap per capire come migliorare costantemente la tua landing page.
Table of Contents
1. Tema pesante o sito non dedicato
Una landing page non è un sito normale. Se carichi header, footer e script superflui, rischi di perdere l’utente nei primi secondi.
Io, per alcuni clienti, ho creato WordPress dedicati solo alle landing, con temi leggeri come Hello per Elementor o Twenty Twenty-Five per Gutenberg, senza distrazioni. La domanda da farsi è: la tua landing va subito al punto, o apre con il solito header del sito principale?
2. Velocità e performance
Con builder visuali potenti, spesso ci si lascia prendere la mano: animazioni, slider, plugin extra… tutto questo pesa.
Un secondo di ritardo può sembrare poco, ma online è un mondo fatto di millisecondi. Eliminare il superfluo spesso aumenta la conversione più di qualsiasi grafica “wow”. Trova un equilibrio tra estetica, performance e chiarezza espositiva.
3. Chiarezza dell’azione richiesta (CTA)
Ho visto troppe landing con mille pulsanti e mille possibilità. Il risultato? L’utente non clicca nulla.
La regola semplice: se vuoi vendere un prodotto, la CTA deve puntare all’acquisto. Se vuoi iscrizioni alla newsletter, concentrati su quello.
Se hai due azioni, rendi chiara la principale (più grande, colore evidente) e la secondaria meno pressante. E distribuisci il pulsante lungo la pagina: visibile all’inizio per chi legge poco, in chiusura per chi segue tutto.
4. Contenuto: struttura chiara e benefici > caratteristiche
Una buona landing racconta una storia chiara: problema → soluzione → beneficio → prova → CTA.
Se vendi un corso, agli utenti interessa capire cosa ci guadagnano loro, non leggere la lista completa delle lezioni. Titoli chiari, paragrafi brevi e sottotitoli aiutano a mantenere l’attenzione e guidare la lettura.
5. Social proof
Non sottovalutare il potere della prova sociale. Testimonianze, recensioni, case history: questi elementi dimostrano che il tuo prodotto ha già soddisfatto altre persone.
A volte basta una recensione sincera di un cliente per convincere un visitatore indeciso a fare il passo successivo.
6. Design e leggibilità
La landing deve essere chiara e piacevole da leggere. Font troppo piccoli o fantasiosi, colori contrastanti male, spaziature sbagliate: tutto riduce l’attenzione.
Al contrario, titoli chiari, paragrafi brevi e spazi bianchi rendono la lettura più semplice e guidano l’occhio dell’utente verso la CTA.
7. Mobile first
Gran parte del traffico oggi arriva da mobile. Una landing perfetta su desktop può fallire su telefono se i pulsanti sono piccoli, le immagini pesanti o il layout si rompe.
La CTA deve essere facilmente cliccabile senza zoom, e tutto il contenuto deve adattarsi al formato verticale.
8. Copywriting
Scrivere bene significa parlare alla persona davanti allo schermo, non a te stesso. Spesso ci lasciamo trasportare dalla nostra conoscenza, dai dettagli tecnici o dalle sfumature che a noi sembrano importanti, ma che al cliente interessano poco. Tu hai una relazione con i tuoi prodotti, servizi o topic, mentre il tuo pubblico ha bisogni, dubbi e obiettivi diversi. Capire chi è la persona a cui ti rivolgi (la tua persona) e scrivere pensando a lei permette di trasformare una descrizione fredda in un messaggio chiaro, convincente e utile. Titoli diretti, sottotitoli che guidano la lettura e paragrafi brevi aiutano a condurre l’utente attraverso il percorso problema → soluzione → beneficio → prova → CTA nel modo più efficace possibile.
9. Urgenza e scarsità
Se la landing non stimola un’azione immediata, l’utente se ne va. Piccoli segnali come “posti limitati”, countdown discreti o offerte a tempo possono aumentare la conversione, ma devono essere reali. Niente artifici vuoti: gli utenti li percepiscono subito. Uno su tutti: la GIF di countdown che si resetta se l’utente ritorna sulla pagina. Appare immediata, ma se il timer riparte dallo stesso istante perdi credibilità.
Usa il bias della scarsità, ma soprattutto se ti rivolgi a utenti evoluti o “sgamati”, mantieni alta la fiducia: l’urgenza deve essere percepita come autentica, altrimenti rischi di danneggiare la tua reputazione e ridurre le conversioni.
10. Fiducia e sicurezza
Anche se il prodotto è ottimo, senza segnali di sicurezza la conversione cala.
Certificati SSL, badge di pagamento sicuro, politiche di reso chiare, garanzie soddisfatti o rimborsati: elementi semplici che riducono l’ansia dell’utente e aumentano le probabilità di cliccare su “acquista”.
11. Testa, testa, testa: scopri perché la tua landing page non converte
Non sai quante volte, in tanti anni, mi è capitato di essere convinto da una landing e compilare un form… per ricevere un messaggio indecifrabile tipo “il server ha restituito un errore”. Oppure cliccare un link rotto (collegamento inesistente, non più attuale, ecc…). In quei casi l’utente perde immediatamente fiducia.
Anche se il problema fosse attribuibile a lui, ad esempio un errore nella compilazione, se non capisce cosa è andato storto (validazione approssimativa) tu perdi la conversione. Per questo è fondamentale testare tutto, continuamente.
Le cose sul web cambiano: un aggiornamento di plugin, un tema o una libreria può rompere funzionalità che prima funzionavano perfettamente. Non c’è niente di peggio di una landing rotta: fa perdere tempo all’utente, riduce le conversioni e danneggia la tua reputazione.
La regola pratica: ogni modifica, aggiornamento o nuova funzionalità va testata sul campo prima di andare live. Meglio perdere qualche minuto in più, che perdere fiducia e conversioni.
Come analizzare e migliorare la tua landing
Una volta identificati i problemi, serve capire come agire concretamente:
- Stats e dati reali: frequenza di rimbalzo, click sulle CTA, tempo di permanenza. Google Analytics o altri strumenti analoghi aiutano a capire dove gli utenti si fermano.
- Test A/B: prova due versioni della pagina per vedere quale funziona meglio. Cambiare un titolo, un colore o una CTA può avere impatti enormi.
- Flusso utente: heatmap e registrazioni sessioni mostrano come l’utente scorre la pagina e cosa ignora. Spesso rivela problemi invisibili dalle statistiche standard.
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