Interconnessi e Fragili: Cloudflare down, cosa rimane?

Interconnessi e Fragili: Cloudflare down, cosa rimane?

Martedì 18 novembre: Cloudflare down.

Nulla di anormale in teoria, qualsiasi servizio, per quanto gigante, prima o poi inciampa. Ma quello che ha stupito non è che sia successo, ma l’effetto domino.

In pochi minuti, milioni di siti hanno iniziato a fallire: font che non si caricano, CSS inaccessibili, API bloccate, siti interamente irraggiungibili perché completamente serviti dal proxy di Cloudflare.

Un singolo anello debole ha fatto tremare l’intera catena.

Downdetector? Giù, perché si appoggia a Cloudflare.

ChatGPT? Bloccato da challenges.cloudflare.com.

X, Canva, Discord? Problemi simultanei.

La cosa affascinante (e un po’ inquietante) è che questa volta i colossi e i piccoli blog erano sullo stesso piano. Quando cade un provider così centrale, cade un pezzo di Internet.


Cos’è Cloudflare e perché è così centrale?

Cloudflare è uno dei più grandi CDN (Content Delivery Network) al mondo, ma oggi è molto più di una semplice rete di distribuzione contenuti. Gestisce firewall, DNS, proxy, caching, protezione DDoS, API gateway e persino servizi di sicurezza per applicazioni e server.
In pratica: quando un sito passa da Cloudflare, quasi ogni richiesta dell’utente attraversa i suoi server.

Per questo è così centrale.
Molti siti non usano Cloudflare solo per “andare più veloci”, ma per funzionare proprio: font, CSS, JavaScript, immagini, API, sistemi di login… tutto può passare da lì.

Il risultato?
Quando Cloudflare ha un disservizio, non cade un singolo sito: cade un intero pezzo di Internet.
Ed è esattamente quello che abbiamo visto il 18 novembre.

Il Caso Reale (e perché ti riguarda)

Un mio cliente, con un evento importante alle porte, aveva alcune applicazioni di test sviluppate rapidamente usando AI, per presentare idee di sviluppo future, e che includevano, senza che lui lo sapesse, risorse via CDN: un classico per prototipi o MVP.

Risultato: tutte rotte.

Io sapevo che un disservizio Cloudflare sarebbe stato risolto rapidamente, quindi ho tranquillizzato il cliente. Ma mi sono chiesto: e se l’evento fosse stato il giorno stesso?

Avrei potuto intervenire, certo, ma io sono un tecnico, e comunque in un web disseminato di problemi avrei faticato a trovare il codice delle librerie usate.

E qui nasce la vera domanda:

quanto dipende il tuo sito da servizi esterni che non controlli?


Come Scollegarsi da un CDN in Emergenza

Dipende da quanto è “impastato” il tuo sito con servizi esterni.

1. Capire cosa si è rotto (metodo semplice)

 • Apri Chrome → Strumenti sviluppatore

 • Tab Network

 • Ordina per Status

 • Guarda le righe rosse

Quelle sono le dipendenze da rimuovere o sostituire.

2. Soluzione rapida (tema o custom code)

Se le librerie le hai incluse tu:

 1. Scarica il file da una fonte alternativa

 2. Mettilo sul tuo server (tema o child theme)

 3. Cambia lo script per puntare alla copia locale

3. Soluzione più complessa (plugin)

Se il problema nasce da un plugin:

 • Devi modificare il plugin (senza romperlo)

 • O trovare una versione che non dipenda da CDN esterni

Spoiler: nella maggioranza dei progetti WordPress, nessuno ci pensa finché non è troppo tardi.


Cosa Impariamo Davvero

 1. Dipendenze esterne = rischio

Ogni servizio esterno in meno è un punto di rottura in meno.

 2. Sviluppo ≠ Produzione

I CDN vanno bene per prototipi, non per siti che devono funzionare sempre. Un servizio production ready deve essere resiliente.

 3. Self-hosting delle risorse essenziali

Font, CSS framework, JS cruciali: meglio tenerli in casa.

 4. Testing di resilienza

Simulare un down fa emergere problemi nascosti.

 5. Piano B pronto

Una checklist per scollegarsi velocemente dai CDN può salvare un evento.


Conclusione

Il down di Cloudflare non è solo un episodio curioso: è un reminder di quanto sia fragile il web moderno quando tutto passa attraverso pochi fornitori giganteschi.

La soluzione non è abbandonare il cloud o tornare al web statico, ma progettare siti e applicazioni che non collassino per un singolo servizio esterno.

È qui che entra in gioco un approccio più maturo alla manutenzione e all’architettura di un sito: conoscere le dipendenze, ridurle quando possibile, e prepararsi agli scenari peggiori.

Serve rendere i siti più stabili, più robusti e meno esposti a questo tipo di vulnerabilità. Perché i down succederanno sempre. La differenza la fa chi è già preparato.

Ti è capitato un problema simile?

Se vuoi capire quanto è resiliente il tuo sito, o se stai dipendendo troppo da servizi esterni, posso analizzarlo con te. Scrivimi.

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