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Guida completa alla creazione di Landing Page con WordPress

(strategie, strumenti, errori, conversioni)
Negli anni ho costruito decine di landing page per clienti diversi, testando tutto: HTML puro, builder vari, strumenti esterni. Ho visto cosa funziona davvero e cosa invece fa perdere tempo, traffico e soldi. Questa guida è il riassunto pratico di quell’esperienza, pensata per chi gestisce un sito WordPress e vuole trasformare visitatori in lead o clienti concreti, senza perdersi in dettagli inutili.
TL;DR: Questa guida ti mostra come creare una landing page WordPress che converte davvero:
- Come capire chi arriva e con quale intento.
- Struttura, design e scelta del builder (Gutenberg o Elementor).
- CTA efficaci e psicologia della persuasione (urgenza, scarsità, social proof).
- Errori comuni da evitare e come testarli.
- Ottimizzazioni mirate per campagne Ads e traffico a pagamento.
È un hub pratico, basato su anni di esperienza reale, per massimizzare conversioni concrete senza complicazioni inutili.
Indice dei contenuti
Perché WordPress è perfetto per costruire landing page
Negli anni ho provato un po’ tutto: HTML puro, page builder di ogni tipo, servizi esterni (Brevo, ad esempio, ha un generatore di landing semplice per chi vuole fare test veloci).
Alla fine, però, la mia opinione è sempre la stessa: WordPress rimane il miglior compromesso per creare landing page davvero efficaci.
WordPress offre un mix che pochi strumenti riescono a eguagliare:
- Velocità di implementazione: se hai già hosting e setup pronto, puoi andare online in poche ore.
- Costi bassi: theme leggero + builder + plugin essenziali, e hai tutto quello che ti serve.
- Libertà totale sul design: non sei legato a un template rigido o a funzionalità “chiuse” delle piattaforme SaaS.
- Flessibilità tecnica: puoi integrare funnel, pop-up, analytics avanzati, strumenti di marketing, sistemi di tracking, automation, CRM.
E soprattutto:
se la pagina è progettata bene, una landing WordPress converte come – o meglio – di strumenti dedicati.
Il rovescio della medaglia
WordPress dà molta libertà… a volte troppa.
E quando la libertà incontra plugin casuali, page builder multipli e temi multiuso con mille dipendenze, succedono due cose:
- La pagina diventa lenta
- Le conversioni crollano
È uno degli errori più comuni: pensare che WordPress “sia lento” di suo, quando in realtà è il risultato di scelte sbagliate:
- temi pesanti
- 25 plugin quando ne bastano 6
- animazioni inutili
- builder sovrapposti
- CSS e JS non ottimizzati
- form che caricano librerie intere solo per un bottone
Ecco perché dico spesso che WordPress è una buona scelta solo se c’è una buona progettazione.
La piattaforma non è mai il limite:
il limite è come la si usa.
👉 Leggi anche: “Perché la tua landing page non converte (11 punti da analizzare)”
Prima di iniziare: capire chi sta arrivando sulla tua landing (gli intenti)
Una landing page non vive da sola.
Non è un’isola.
È il punto di arrivo di un percorso che inizia altrove, e quel “prima” determina quasi tutto:
- quanto l’utente è motivato
- quanto è caldo
- quanto è disposto a fidarsi
- quanto è disposto a comprare
Il traffico può arrivare da molte fonti:
- una ricerca su Google
- una campagna Google Ads
- un post sui social
- un reel virale
- una newsletter
- una mailing list già segmentata
- un QR code in un evento
- un link in un PDF o documento
Ogni canale porta utenti con aspettative e intenzioni diverse.
E capire questi intenti è il primo passo per costruire una landing efficace.
I 5 intenti principali: come si comportano e cosa si aspettano gli utenti
Gli utenti che arrivano sulla tua landing appartengono quasi sempre a uno di questi cinque segmenti:
1) Intento Informativo / Awareness
L’utente vuole capire, informarsi, orientarsi.
Non è pronto all’azione, sta ancora cercando di formarsi un’idea precisa.
Tipico comportamento:
- legge molto
- confronta
- scorre velocemente
- non è pronto a comprare
Da dove arrivano di solito:
- ricerca Google generica
- articoli del blog
- social “casuali”
- traffico freddo
Cosa si aspettano:
- chiarezza
- spiegazioni
- fiducia, non pressione
2) Intento di Valutazione / Consideration
Qui l’utente ha capito il problema, e sta valutando chi scegliere, come, a che prezzo.
Tipico comportamento:
- legge i benefici
- cerca prove
- vuole testimonianze
- confronta competitor
Da dove arrivano:
- keyword semi-specifiche
- newsletter tematica
- articoli più tecnici
- consigli da social (es. gruppi Facebook)
Cosa si aspettano:
- valore
- competenza
- rassicurazioni
3) Intento di Acquisto / Conversion
È l’utente perfetto per una landing:
sa che ha un problema e vuole una soluzione subito.
Tipico comportamento:
- non vuole leggere troppo
- vuole un’offerta chiara
- vuole sapere cosa ottiene e quando
- vuole un CTA semplice e immediato
Da dove arrivano:
- Google Ads con keyword specifiche
- keyword transazionali organiche
- remarketing
- email molto segmentate
Cosa si aspettano:
- velocità
- chiarezza
- zero distrazioni
- conferme che stanno facendo la scelta migliore
4) Intento di Retention / Fedeltà
Sono utenti già acquisiti.
Sono già tuoi clienti, lettori, abbonati.
Tipico comportamento:
- cercano upgrade
- cercano novità
- vogliono sentirsi “prioritari”
Da dove arrivano:
- newsletter
- funnel automatici
- campagne dedicate agli utenti attivi
- aree riservate o membership
Cosa si aspettano:
- riconoscimento
- incentivi
- offerte speciali
5) Intento Esplorativo / Curiosità
È l’utente che arriva “tanto per vedere”.
Tipico comportamento:
- scorre
- guarda immagini
- non legge
- “forse” torna dopo
Da dove arrivano:
- social
- passaparola
- link condivisi
- QR code a eventi
Cosa si aspettano:
- intrattenimento
- immediatezza
- un messaggio forte che li incuriosisca davvero
Tabella riepilogativa dei principali intenti:
| Intento | Comportamento tipico | Fonte principale | Cosa si aspettano |
|---|---|---|---|
| Informativo / Awareness | Legge, confronta, scorre | Google organico generico, social freddo | Chiarezza, fiducia |
| Consideration / Valutazione | Analizza, confronta, cerca prova | Newsletter tematica, articoli, social | Valore, competenza, rassicurazioni |
| Conversion / Acquisto | Vuole info rapide, CTA chiara | Google Ads, remarketing, email target | Velocità, conferma scelta migliore |
| Retention / Fedeltà | Cerca upgrade o novità | Newsletter, funnel automatici | Riconoscimento, incentivi |
| Esplorativo / Curiosità | Scrolla, guarda immagini | Social, passaparola, QR code | Intrattenimento, immediatezza |
Perché è fondamentale capire l’intento del canale
Ogni canale determina chi arriva e in che momento mentale:
– Google (organico o ads)
Le parole chiave definiscono motivazione e urgenza.
Chi cerca:
- “come usare WordPress” → informativo
- “consulente WordPress per ottimizzare un sito” → conversione
- “costo ottimizzazione landing page WordPress” → conversione spinta
Google è il canale più prevedibile: con le keyword giuste, attrai le persone giuste, nel momento giusto.
– Social (Instagram, Facebook, TikTok, LinkedIn)
Qui non cerchi: scopri.
Quindi:
- gli utenti sono più freddi
- sono più distratti
- l’intento è più vario
- devi “portarli dentro”, non spingerli
Sui social l’intento non lo decide l’utente, lo decide il contesto.
– Newsletter e mailing list
Qui l’utente ha già scelto di ascoltarti.
Il canale è il più caldo in assoluto.
Se mandi una landing a una lista segmentata:
- l’intento è forte
- il contenuto appare rilevante
- la fiducia è già costruita
Le landing migliori (e con i migliori tassi di conversione) spesso sono viste dalle newsletter.
La regola d’oro: una landing funziona quando intercetta un intento di acquisto
Le landing page nascono per convertire.
Non sono fatte per educare, intrattenere o informare.
Per questo, nelle campagne evito keyword blande come:
- “come gestire un sito WordPress”
- “come velocizzare WordPress”
- “come creare un sito”
Queste funzionano per articoli del blog, non per conversioni dirette.
Le mie keyword preferite sono quelle dove l’utente ha già deciso di fare un passo:
- consulenza WordPress professionale
- ottimizzazione sito WordPress costo
- creare landing page WordPress prezzo
- landing page per campagne ads
- setup funnel WordPress
- consulente WooCommerce performance
- gestione sito WordPress costi
- manutenzione WordPress professionale
Queste keyword attirano persone che devono decidere adesso, non “magari un giorno”.
Scegliere lo strumento giusto: Gutenberg o Elementor?
Se parti oggi, hai principalmente due strade molto solide:
Gutenberg
- Più leggero
- Zero plugin giganti
- Caricamento più veloce
- Perfetto per landing minimal, pulite e molto rapide
Elementor
- Più flessibile
- Più template già pronti
- Più animazioni, pop-up, layout complessi
- Ma più pesante
Per eccentricità personali e per non complicarmi la vita, in molti progetti preferisco Gutenberg. Anche perché con un po’ di sviluppo è molto malleabile. Ma dipende dal caso, forse se non avessi conoscenza del coding preferirei Elementor.
Se sei indeciso leggi questo articolo di approfondimento: “Gutenberg o Elementor per creare Landing Page in WordPress?
Struttura essenziale di una landing page che converte
Negli anni, cambiando settori e progetti, ho trovato, a prescindere dal prodotto o dal settore, che le landing vincenti hanno quasi sempre:
1) Hero super diretto
Due righe che dicono cosa fai e perché dovrei ascoltarti. Sintetizza il prodotot o servizio ed il vantaggio associato.
Esempio:
“Metto in sicurezza il tuo sito WordPress e lo rendo veloce in 48 ore.”
2) Una CTA chiara
Pochi verbi, un solo obiettivo. Testo diretto, azione chiara.
Esempio:
“Scarica la guida gratuita”
Se vuoi saperne di più: “Come scrivere Call To Action che convertono (CTA)”
3) Prova sociale
Metti in mostra persone reali:
clienti riconoscibili, casi concreti, risultati verificabili.
Niente frasi generiche tipo “Ottimo servizio”.
Servono testimonianze che rispondano a paure e desideri dell’utente.
4) Benefici, non caratteristiche
Le caratteristiche spiegano cosa fa il servizio.
I benefici spiegano perché importa, perché ti serve.
Non dire “backup automatici”.
Di’ invece: “Non perderai mai più un file.”
Oppure: “Il tuo sito torna online in pochi minuti, anche nel peggiore dei casi.”
Questo è ciò che converte.
5) Obiezioni e FAQ
Le obiezioni non espresse sono la causa principale dei “torno dopo”.
Scrivile tu prima che lo faccia la concorrenza:
- Quanto costa davvero?
- Cosa succede se qualcosa non funziona?
- È complicato?
- Serve installare qualcosa?
Una buona sezione FAQ recupera conversioni che avresti perso.
6) Una seconda CTA (strategica, non forzata)
Gli utenti scrollano.
Si distraggono.
Si perdono.
Mettere una CTA a metà pagina o alla fine è semplicemente logico:
ricorda all’utente cosa deve fare nel momento in cui è più convinto. Non aspettarti che sia così motivato da tornare su a cercare la CTA messa in alto. In alternativa usa, se il design lo permette, una CTA floating, sempre visibile durante lo scroll.
7) Chiusura con garanzia minima
Ridurre il rischio percepito aumenta la fiducia.
Non serve una garanzia “30 giorni soddisfatti o rimborsati”: basta qualcosa di credibile:
- “Prima diagnosi gratuita.”
- “Annulli quando vuoi.”
Non vendi solo un servizio:
stai rimuovendo l’ultima frizione mentale verso il click.
Urgenza e scarsità: come usarle bene (senza intaccare la fiducia)
Due dei trigger più potenti della psicologia persuasiva.
Il trucco è non esagerare.
Deve essere tutto vero, dimostrabile e moderato.
Urgenza sana:
- offerte a tempo (reali)
- prenotazioni limitate per calendario pieno
- countdown per chiusura iscrizioni
Scarsità sana:
- posti limitati
- slot di appuntamenti ridotti
- numero massimo di richieste accettate
Approfondimento: “Urgenza e scarsità nelle landing page: come stimolare conversioni senza perdere credibilità”

Errori comuni che uccidono una landing WordPress
Li ho visti, rivisti, e rivisti ancora:
- troppe cose sulla pagina, confusione, azione poco evidente e poco chiara
- niente coerenza tra annuncio e pagina
- CTA debole
- testo troppo tecnico
- promesse vaghe
- zero prova sociale
- velocità scarsa
- mobile non ottimizzato
Approfondimento: “Perché la tua landing page non converte (11 punti da analizzare)“
Misurare performance e migliorare
Per capire se una landing funziona non servono dashboard complicate: servono solo pochi numeri chiari, quelli che ti dicono se le persone stanno facendo quello che volevi oppure no.
cco i dati davvero utili:
1. Bounce (o rimbalzo)
Quante persone arrivano e se ne vanno subito, senza fare nulla.
- Bounce alto = messaggio poco chiaro
(promessa non coerente con l’annuncio o con l’intento di ricerca) - Bounce basso = l’utente sente di essere nel posto giusto
2. Dove vanno?
Guardare in che punto della pagina si fermano o scrollano fino in fondo.
- Arrivano, leggono l’headline e abbandonano? → messaggio da chiarire
- Scrollano ma non cliccano? → CTA troppo debole o poco visibile
- Arrivano in fondo? → struttura buona, forse manca solo fiducia o un incentivo
3. Durata della visita
Quanto tempo restano.
- Rimangono qualche secondo? → confusione o promessa sbagliata
- Rimangono 20–40 secondi? → leggono, sono interessati
- Rimangono tanto ma non cliccano? → la pagina non accompagna alla decisione
4. dati davvero essenziali (basta questo!)
Con un semplice Google Analytics base puoi monitorare:
- Visite alla pagina
- Clic sulla CTA
- Invii del form
- Eventi sui pulsanti principali
👉 Se molta gente arriva ma quasi nessuno clicca, il problema è quasi sempre:
- messaggio iniziale
- valore non evidente
- CTA debole o fuori contesto
5. Per chi vuole approfondire (senza obbligo)
Se vuoi andare un po’ più a fondo, puoi aggiungere strumenti come:
- Microsoft Clarity → heatmap e scroll (gratis)
- Google Analytics più avanzato → eventi, funnel, segmenti
- Search Console → se hai anche traffico da Google
Ma non sono necessari per iniziare.
Non trascurare l’hosting: una landing senza server performante è inutile
Anche la landing più curata fallisce se il server non regge il traffico.
Immagina una campagna Ads che porta centinaia di utenti: se la pagina va in timeout o dà errore 500, i clic pagati vanno persi e il ROI crolla.
Prima di lanciare campagne importanti, assicurati che l’hosting sia affidabile, veloce e scalabile.
Hosting condiviso economico può andare bene per test, ma traffico reale richiede VPS o hosting WordPress professionale.
Il server è un tassello cruciale nel percorso di conversione: investi tanto nella pagina quanto nell’infrastruttura.
Template, design e consigli pratici per WordPress
Quando costruisci una landing su WordPress, l’aspetto visivo e la struttura sono cruciali: devono guidare l’utente all’azione, non distrarlo. Ecco alcune regole pratiche che uso sempre:
- Template full-width: meglio spazio libero, senza sidebar inutili. L’utente deve concentrarsi sul contenuto e sulla CTA.
- Header e footer ridotti o assenti: rimuovere elementi superflui riduce distrazioni e velocizza il caricamento.
- Palette semplice: massimo due colori principali. Troppi colori confondono, pochi colori rendono chiaro dove cliccare.
- Immagini leggere e compresse: foto grandi rallentano la pagina. Usa formati ottimizzati senza sacrificare qualità visiva.
- Animazioni con moderazione: un effetto di fade o micro-interazione va bene, ma slider complessi o animazioni lunghe distraggono e rallentano.
- Se usi Elementor: evita decine di add-on inutili. Ogni plugin extra appesantisce la pagina e può creare conflitti.
- Se usi Gutenberg: tieni il CSS pulito e minimale. Non ogni blocco serve, usa solo quelli che aggiungono valore.
Regola d’oro: una landing semplice, chiara e veloce converte più di una pagina piena di fronzoli. WordPress ti dà libertà totale, ma quella libertà va guidata con criterio.
Immagini e media
Usa immagini leggere, compresse e rilevanti per il contesto. Possono essere foto di prodotti, persone reali o scenari credibili. Le immagini stock vanno bene solo se supportano il messaggio e la credibilità; evita foto troppo generiche o “da catalogo” che non aggiungono valore. Ricorda: le immagini rallentano la pagina, quindi ottimizzale sempre per il web senza sacrificare qualità visiva.

Landing page per campagne Ads: regole non negoziabili
Quando costruisci una landing per una campagna Ads, ci sono alcune regole che non puoi ignorare. La pagina deve accompagnare l’utente dall’annuncio all’azione in modo naturale, senza frizioni o sorprese.
- Coerenza tra annuncio e landing
L’annuncio deve promettere esattamente ciò che l’utente troverà sulla pagina. Nessun clickbait: promettere qualcosa di diverso rischia di alzare il bounce e ridurre le conversioni, oltre a penalizzare le campagne. - Adatta il contenuto all’intento dell’utente
- Traffico freddo (che non ti conosce): più testo, più spiegazioni e prova sociale. Serve costruire fiducia prima di chiedere un’azione.
- Traffico caldo (che conosce già il brand o ha già interagito): CTA diretta, meno parole, messaggio chiaro e veloce.
- Velocità perfetta
La pagina deve caricarsi in meno di 2 secondi. Ogni secondo in più può far perdere conversioni preziose, soprattutto se stai pagando per clic. - Tracking delle conversioni
Assicurati che ogni CTA, form o evento sia tracciato correttamente. Solo così puoi capire cosa funziona e ottimizzare la campagna.
Regola pratica: costruisci la landing pensando sempre a chi arriva dall’annuncio, al contesto in cui si trova e al passo successivo che vuoi che faccia. Coerenza, velocità e chiarezza sono più importanti di ogni effetto speciale.
Quando ha senso rivolgersi a un professionista
Ci sono situazioni in cui anche chi ha esperienza con WordPress e campagne Ads può trarre grande vantaggio da un supporto esterno:
- Stai gestendo operazioni promozionali con budget importanti e ogni dettaglio conta. La differenza tra un design ottimizzato e uno appena sufficiente, o tra una pagina veloce e una lenta, può influire in modo significativo sul ritorno dell’investimento.
- Hai già lavorato al meglio delle tue possibilità, ma la landing non converte come speravi. A questo punto serve un occhio allenato, capace di individuare problemi sottili e proporre aggiustamenti mirati.
- Vuoi predisporre test A/B o altre verifiche strutturate per capire cosa funziona davvero e ottimizzare le performance della pagina.
Consiglio: non si tratta di delegare per comodità, ma di sfruttare competenze specifiche per trasformare una buona landing in una pagina che massimizza conversioni e risultati, soprattutto quando in gioco ci sono campagne con budget e obiettivi concreti.
Conclusione: WordPress non è il limite, è l’acceleratore
Una landing WordPress ben costruita può fare davvero la differenza: migliorare i risultati delle campagne Ads, ridurre i costi per acquisizione, rafforzare la percezione del tuo brand e aumentare la qualità dei lead.
Non serve puntare alla perfezione assoluta: quello che conta è chiarezza, coerenza e realismo. Una pagina veloce, con messaggi chiari, un design pulito e segnali credibili di urgenza o beneficio, converte meglio di una pagina complessa e confusionaria.
Piccolo segreto da professionista: spesso basta anche un singolo miglioramento mirato — ottimizzare una CTA, ridurre il carico di un’immagine, chiarire un beneficio — per trasformare una landing che “funziona così così” in una landing che realmente converte.
WordPress ti dà gli strumenti: il vero lavoro sta nel sapere come usarli al meglio per chi arriva sulla tua pagina con un intento preciso. E quello è ciò che separa una landing qualsiasi da una che davvero produce risultati.
FAQ: creazione di Landing Page con WordPress
Serve davvero un page builder?
No, Gutenberg può bastare per landing minimal, ma Elementor accelera in caso di design complesso.
Quante CTA devo mettere?
Una principale above the fold e una strategica lungo lo scroll (o floating). Non di più.
Devo usare urgenza e scarsità?
Sì, ma vera, moderata e dimostrabile. Non inventare timer finti.
Quanto conta il server?
Moltissimo. Anche la migliore landing fallisce se non regge traffico reale.
Posso fare tutto da solo?
Certo, ma se il budget o il traffico sono importanti, un occhio esterno può ottimizzare conversioni e A/B test.
Devo ottimizzare anche per mobile?
Assolutamente sì. Oggi la maggior parte del traffico arriva da smartphone: CTA visibili, tempi di caricamento rapidi e layout semplice sono fondamentali.
Quanto testo devo mettere sulla landing?
Dipende dall’intento. Traffico freddo richiede più spiegazioni e prova sociale; traffico caldo può bastare con messaggi chiari e CTA dirette.
Posso usare immagini stock?
Sì, ma preferisci immagini realistiche o contestuali. Evita foto troppo generiche che non aiutano a costruire fiducia.
È meglio una landing separata o integrata nel sito?
Se l’obiettivo è conversione pura, spesso una landing standalone funziona meglio. Riduce distrazioni e focalizza l’utente sull’azione.
Come faccio a testare cosa funziona meglio?
A/B test su titoli, CTA, immagini e layout è il modo migliore. Parti da piccole variazioni e misura conversioni reali con strumenti semplici come Google Analytics o Clarity.
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