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Pods per WordPress: cos’è, a cosa serve e confronto con i competitor

Photo by Glenn Carstens-Peters on Unsplash
Se sei un utente di WordPress, avrai probabilmente avuto la necessità di personalizzare il tuo sito con funzionalità avanzate. Pods è uno strumento che permette di farlo in modo semplice e senza dover scrivere codice. In questa guida esploreremo cosa è Pods per WordPress, a cosa serve, come usarlo e come si confronta con altri plugin simili.
Spesso mi capita di aggiungere funzionalità personalizzate ai miei siti per migliorare l’esperienza utente e semplificare la gestione dei contenuti. Questo stesso sito, ad esempio, utilizza tre Custom Post Types (CPT) creati con Pods per WordPress per soddisfare esigenze specifiche:
- Advs: Questi custom post sono pensati per promuovere i servizi in affiliazione e le mie consulenze. Ogni volta che si aggiorna la pagina, viene visualizzato un contenuto casuale tra quelli presenti e viene mostrato in coda agli articoli. In questo modo posso variare le promozioni senza interventi manuali al codice.
- Code: testare rapidamente frammenti di codice (come l’integrazione di Umami: uno strumento per statistiche gratuite e GDPR compliant) ho creato un CPT che mi permette di inserire snippet e selezionare tramite una comoda tendina la posizione in cui verranno inseriti nel tema (header o footer). Questo semplifica i test senza dover modificare i file del tema manualmente.
- Lexicon: questo sito è visitato anche da chi è alle prima armi con WordPress e con lo sviluppo web quindi ho pensato di creare un glossario veloce, per farlo ho creato dei custom posts dedicati.

Indice dei Contenuti
Cos’è Pods per WordPress?
Pods è un potente plugin gratuito per WordPress progettato per la gestione avanzata dei contenuti. Consente agli utenti di creare e gestire tipi di contenuto personalizzati (Custom Post Types), campi personalizzati (Custom Fields) e tassonomie personalizzate (Custom Taxonomies) senza la necessità di scrivere codice. Questo lo rende uno strumento versatile per sviluppatori, designer e gestori di siti che desiderano estendere le funzionalità di WordPress oltre i post e le pagine standard.
Per cosa può essere usato Pods?
Pods può essere utilizzato in una vasta gamma di scenari, tra cui:
- Creazione di directory (aziende, eventi, persone)
- Gestione di portfolio per artisti e fotografi
- Costruzione di siti di e-commerce personalizzati (in combinazione con WooCommerce)
- Sviluppo di siti web complessi con relazioni tra diversi tipi di contenuto
- Realizzazione di siti per scuole con gestione di corsi, insegnanti e studenti
- Creazione di database personalizzati per la gestione interna delle informazioni
Confronto con i competitor
Pods si trova in un mercato competitivo insieme ad altri plugin come Advanced Custom Fields (ACF), Toolset e Meta Box, Carbon Fields . Ecco un breve confronto:
- ACF: Conosciuto per la sua interfaccia intuitiva e ampia documentazione, ACF è spesso preferito per la gestione dei campi personalizzati. Tuttavia, la versione gratuita è limitata e molte funzionalità avanzate richiedono la versione Pro.
- Toolset: Offre una soluzione completa per la creazione di siti complessi senza codice. Ha una curva di apprendimento ripida e è disponibile solo come prodotto a pagamento.
- Meta Box: Simile ad ACF, fornisce molte estensioni, ma la maggior parte richiede l’acquisto di una licenza premium.
- Carbon Fields: Un plugin esterno al repository di WordPress, totalmente gestibile via codice, altamente personailzzabile, gratuito, ben documentato ma dedicato a sviluppatori.
- Pods: Si distingue per essere completamente gratuito, offrendo funzionalità avanzate come relazioni tra contenuti e integrazione con altri plugin senza costi aggiuntivi.
La mia esperienza personale
In passato, ho utilizzato ACF per progetti anche molto complessi, come la realizzazione di un sistema di prenotazioni per eventi a numero chiuso, con la possibilità di prenotare più posti per singola sessione (fino a 4 posti per prenotazione).
Esperienze con Acf
ACF è sicuramente un plugin valido, ma non apprezzo l’idea di dover pagare un abbonamento per le funzionalità premium, soprattutto considerando che quelle base risultano piuttosto limitate. Mi va bene pagare per un plugin premium, ma preferisco una soluzione con pagamento una tantum piuttosto che un abbonamento ricorrente. Per questo motivo, ho deciso di passare a Carbon Fields.
Esperienze con Carbon Fields
Ho lavorato molto con Carbon, sviluppando sistemi di gestione delle consegne per un franchise di ristoranti e gestendo le prenotazioni dei tavoli in diverse sedi, ciascuna con un responsabile dedicato.
Carbon è una piattaforma ben strutturata e documentata in modo eccellente. Le API, tuttavia, presentano alcune problematiche di performance quando si scala a grandi volumi.
Anche ACF probabilmente soffrirebbe nel gestire query molto complesse con migliaia di risultati da elaborare. Probabilmente, questo rappresenta una limitazione delle API di WordPress in generale. Quando le performance diventano critiche, la soluzione più efficace è quella di passare a query personalizzate sul database, eliminando così il collo di bottiglia nelle prestazioni.
Esperienze con Pods
Recentemente sono passato a Pods perché desideravo, oltre alle funzionalità offerte da Carbon Fields, la possibilità di creare Custom Fields direttamente tramite il Backoffice, senza dover sempre intervenire a livello di codice. A volte, è semplicemente più pratico poter modificare la struttura del sito in pochi minuti, senza dover accedere all’editor del codice, a condizione che ciò non comporti un impatto negativo sulle performance. Con Pods, ho creato un sistema per gestire avventure testuali in stile retrò, oltre a questo sito. In entrambi i casi, ho integrato anche codice personalizzato utilizzando le API di Pods, in modo da ottenere funzionalità avanzate e prestazioni ottimali.
Se devo essere sincero, non sono completamente soddisfatto della documentazione di Pods, ma la community è abbastanza attiva e vasta, quindi è possibile trovare informazioni utili con una certa facilità.
Esempio di utilizzo di Pods
Immagina di dover creare un sito web per una casa editrice che gestisce libri, autori e generi letterari. Con Pods, puoi:
- Creare un Custom Post Type chiamato “Libri”.
- Aggiungere Custom Fields per titolo, data di pubblicazione, ISBN e copertina.
- Creare una Custom Taxonomy per i generi letterari.
- Impostare una relazione tra “Libri” e un altro Custom Post Type “Autori”.
- Visualizzare queste informazioni sul front-end con shortcode o funzioni PHP.
Questo permette di avere un sistema organizzato e facilmente aggiornabile, migliorando l’esperienza utente e la gestione dei contenuti.
Codice vs Pods
Parlo spesso dell’importanza di disattivare i plugin inutili, ma in questo caso mi sento di consigliare l’adozione di Pods. Naturalmente, è possibile scrivere Custom Post, Custom Fields e Custom Taxonomies via codice, e in realtà non è nemmeno troppo complesso. Tuttavia, per quanto ho potuto verificare, Pods offre ottime performance, con API piuttosto complete. Inoltre, quando le cose diventano più complesse, è sempre possibile ricorrere a query personalizzate sul database.
Nel complesso, credo che Pods offra un buon rapporto tra vantaggi e impatto sulle performance, soprattutto considerando che è gratuito. Se parliamo di un’adozione da parte di chi ha poche o nessuna conoscenza di codice, è un ottimo strumento per semplificare molte operazioni senza compromettere l’efficienza, consentendo al contempo una personalizzazione più avanzata del sito.
Conclusione
Pods è uno strumento flessibile e gratuito che permette di estendere le funzionalità di WordPress senza dover investire in plugin premium. Ideale per chi cerca una soluzione potente per la gestione avanzata dei contenuti, si dimostra particolarmente utile per progetti complessi grazie alla sua capacità di creare relazioni tra diversi tipi di contenuto.
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